Test e diagnosi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 




Per una diagnosi corretta Baldhouse si serve di quattro tipologie d’intervento:

Tricogramma: si preleva un campione di capelli (50 circa da 9 diverse zone del cuoio capelluto per esaminarli al microscopio ottico. Si analizza la struttura del bulbo per ricavare quanti capelli si trovano in fase anagena, telagena e catagena, in modo da verificare che i valori rientrino o meno nella percentuale di normalità (85-10-5%).

Fototricogramma: si tagliano i capelli di una piccola zona del cuoio capelluto (2 mm). A distanza di alcuni giorni si fotografa la zona interessata per valutare la qualità della ricrescita, da un punto di vista qualitativo e quantitativo. Si procede eseguendo l’operazione a distanza di due-tre giorni per un periodo di alcune settimane e mesi. La metodica è innovativa e consente di studiare in modo dinamico il ciclo del capello.

Biopsia: si preleva una piccolissima porzione di cuoio capelluto attraverso uno specifico apparecchio (microtomo), che penetra nel tessuto asportandone un cilindretto di 4-6 mm di diametro. Il prelievo deve essere effettuato in un’area in cui la caduta dei capelli sia particolarmente attiva, allo scopo di poter studiare il ciclo pilifero in tutta la sua complessità agrave. Grazie a questa tecnica è possibile osservare più sezioni trasversali sia longitudinali delle strutture tessutali e follicolari.

Diagnosi home made: nei casi meno preoccupanti ognuno può svolgere una piccola indagine sui propri capelli. E’ possibile per esempio:

 

- legare i capelli e verificare se la massa della coda sembra essere diminuita;
- osservare se nel punto più fragile dell’attaccatura, generalmente le tempie, c’è qualche segnale di ricrescita, come della lieve peluria.

 

Per ulteriori informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.